Da La Foce si gode di una splendida vista delle colline della Val d’Orcia con la sagoma conica di Monte Amiata sul fondo. La Val d’Orcia è stata inserita dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità per la sua bellezza naturale e importanza culturale.
Le dolci colline e i campi della Val d’Orcia si colorano di tinte diverse a seconda delle stagioni: verde intenso all’inizio della primavera, punteggiato dalle macchie gialle della ginestra in maggio e giugno, oro pallido o brunito quando matura il grano. Dopo la trebbiatura le stoppie gialle si fanno luminose, quasi fosforescenti, finché l’aratura tinge le colline di sfumature marroni tendenti al grigio chiaro. Il ciclo ricomincia da capo quando il grano nuovo tinge i campi di verde pallido.
Le Crete Senesi, una caratteristica di questa regione, si ergono in mezzo ai campi creando strani paesaggi lunari di colline argillose e macchia dove vivono molti animali, tra cui cinghiali, caprioli, istrici, lepri e uccelli. Fino a 50 anni fa, quando i contadini della Val d’Orcia a malapena riuscivano a produrre il cibo necessario per la loro sopravvivenza, si cercava in ogni modo di bonificare le crete e trasformarle in campi produttivi. Oggi sono rimaste intatte solo poche zone isolate, di cui molte all’interno dell’azienda, che sono rigidamente tutelate. In primavera la ginestra e il biancospino formano macchie di giallo e di bianco e ai piedi delle crete fioriscono le rose selvatiche. Da molti anni la Provincia di Siena ha istituito qui una zona protetta per la ripopolazione della selvaggina e la caccia è vietata.
Le colline boscose alle spalle di La Foce sono ora ricoperte di vegetazione e ideali per le passeggiate all’ombra di querce, faggi e castagni per i vecchi sentieri che collegavano i vari poderi.